Foto Pagina FB Comune di Brolo
C’è voluto l’inchiostro, quello pesante, per dare la scossa. C’è voluta la denuncia pubblica, reiterata tra le colonne della Gazzetta del Sud e le pagine di Nebrodi24, per trasformare un “monumento al buio” in un presidio di sicurezza. Questa sera, la torre faro della rotatoria Anas tra Brolo, Piraino e Sant’Angelo di Brolo si è accesa finalmente, ma non è solo una questione di interruttori: è la vittoria del giornalismo di territorio che non si gira dall’altra parte.
Per settimane abbiamo assistito all’assurdo spettacolo di un’opera completata a metà, un paradosso di ferro e cemento che, invece di guidare gli automobilisti, rappresentava un pericolo insidioso nel cuore di uno degli snodi più trafficati dei Nebrodi. Abbiamo denunciato l’inerzia, abbiamo documentato il rischio, abbiamo dato voce al disagio di chi, ogni sera, affrontava quel tratto di strada come una scommessa al buio.
L’attivazione odierna non è un regalo caduto dal cielo, né un atto di ordinaria amministrazione. È il risultato diretto di una pressione mediatica che ha costretto gli enti competenti a uscire dal torpore burocratico.
Se il Sindaco di Brolo, Giuseppe Laccoto “Grazie a questo intervento, questo snodo strategico non sarà più una zona d’ombra, garantendo adeguati standard di sicurezza per tutti gli automobilisti in transito”, ha dovuto intensificare i solleciti per l’iter di consegna , è perché il caso era ormai diventato di dominio pubblico, impossibile da ignorare sotto il peso della cronaca.
Il ruolo di chi scrive non è solo quello di “notiziare”, ma di fungere da sentinella. Quando abbiamo definito quella rotatoria un “monumento al buio”, sapevamo di toccare un nervo scoperto. E avevamo ragione: l’accelerazione improvvisa di queste ore dimostra che, quando la stampa accende i propri riflettori, la politica e le istituzioni corrono ai ripari.

Restituire visibilità alla rotatoria di Sant’Anna significa garantire standard di sicurezza che sono un diritto sacrosanto per ogni automobilista, non un favore concesso dall’alto. La viabilità tra Brolo, Piraino e Sant’Angelo di Brolo non può permettersi “zone d’ombra”, né letterali né amministrative.
Oggi accogliamo con favore questa luce. Ma restiamo consapevoli che, senza quella denuncia graffiante e puntuale, quella torre faro sarebbe rimasta spenta ancora a lungo, simbolo dell’ennesima incompiuta siciliana. Continueremo a vigilare, a scrivere e, se necessario, a “illuminare” ciò che altri preferirebbero lasciare nell’oscurità del silenzio.
Perché la cronaca, quando è fatta bene, non si limita a raccontare il mondo: contribuisce a renderlo un posto più sicuro.







