Il futuro urbanistico di Sinagra finisce al centro di un acceso scontro politico. Al centro della contesa c’è il nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale), lo strumento che disegnerà lo sviluppo del borgo per i prossimi vent’anni. Il referente locale di Sud chiama Nord, Giovanni Bucale, solleva dubbi pesanti non solo sul metodo adottato dall’amministrazione, ma soprattutto sulla legittimità democratica di un iter che rischia di essere approvato in una sorta di “vuoto” rappresentativo.
Dopo la partecipazione all’ultimo workshop sul piano, Bucale non nasconde il disappunto del gruppo: «Ci aspettavamo una visione chiara del paese di domani. Quello che abbiamo trovato è stata una presentazione accademica, utile solo a sbrigare una prassi amministrativa, senza alcuna proposta reale comunicata alla cittadinanza».
Il movimento punta il dito sulla mancanza di chiarezza riguardo alle aree edificabili e agli insediamenti produttivi, chiedendo pubblicamente all’amministrazione quali siano i criteri di pianificazione e se sia mai stato avviato un tavolo con gli imprenditori locali per capirne le necessità logistiche.
Il punto più critico sollevato da Giovanni Bucale riguarda la governance. Con un Consiglio Comunale attualmente decaduto, il timore è che il piano venga approvato “in fretta” da un Commissario straordinario.
«Siamo di fronte a un’anomalia democratica», denuncia il referente di Sud chiama Nord. «L’amministrazione sembra avere fretta di far approvare il piano da una figura che non conosce le dinamiche del nostro territorio. Le scelte che condizioneranno i prossimi vent’anni devono essere prese dai legittimi rappresentanti scelti dai cittadini, non da un funzionario esterno».
Per evitare un piano “calato dall’alto”, Bucale avanza una proposta concreta in tre punti per raccogliere contributi reali prima di ogni decisione definitiva:
Incontro con gli imprenditori: per mappare le reali esigenze di investimento e le dimensioni dei lotti produttivi; Confronto con i cittadini: per ascoltare le criticità dei proprietari privati e le aspettative sullo sviluppo territoriale; Sessione per tecnici e professionisti: per valorizzare le competenze locali e integrare soluzioni moderne e sostenibili.
L’obiettivo di Sud chiama Nord è costruire un vero masterplan condiviso, lasciando però l’approvazione finale al Consiglio Comunale che verrà eletto nella primavera del 2027.
«Se l’amministrazione crede davvero nella partecipazione», conclude Giovanni Bucale, «condividerà questo metodo. Quando si decide il futuro di una comunità, la fretta non è mai una buona consigliera».







