Un massiccio piano di abbattimento arboreo sulle tratte autostradali siciliane scatena la protesta delle associazioni: chiesta un’audizione urgente all’Ars per presunto danno ambientale ed erariale.
Scoppia una dura polemica in Sicilia riguardo alla gestione del verde autostradale lungo le arterie A18 e A20. Un massiccio piano di abbattimento arboreo, avviato dal Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS), ha sollevato un coro unanime di proteste da parte delle principali sigle ambientaliste dell’isola, determinando l’avvio di una formale richiesta di intervento ispettivo presso l’Assemblea Regionale Siciliana (ARS).
Le associazioni Italia Nostra Sicilia, Lipu Sicilia, Legambiente Sicilia e WWF Sicilia, affiancate dall’associazione Serapide Aps, dal Collegio interprovinciale degli agrotecnici di Messina/Enna e dal comitato cittadino “Non sono indifferente”, si sono coalizzate per chiedere un’audizione urgente alla commissione Ambiente dell’Ars. Al centro della segnalazione vi sono presunti profili di danno ambientale e il rischio di un possibile danno erariale legato a interventi definiti “generalizzati” e privi di una reale pianificazione scientifica.
Se da un lato il Consorzio autostradale difende i provvedimenti invocando ragioni di sicurezza stradale e di prevenzione del rischio per la viabilità, le associazioni replicano duramente, sottolineando l’assenza di metodologie standardizzate per la valutazione della stabilità delle piante.
“Il nostro documento evidenzia un contrasto netto con altre regioni, come l’Emilia-Romagna, che stanno invece investendo nella creazione di corridoi verdi e nella messa a dimora di migliaia di nuovi alberi lungo le infrastrutture” – dichiara Leandro Janni di Italia Nostra Sicilia – . Per questo chiediamo la sospensione immediata dei lavori, la pubblicazione dei criteri tecnici adottati, del censimento arboreo e degli atti autorizzativi, oltre a eventuali misure di compensazione ambientale”.
Il timore principale risiede nella natura radicale dei tagli, che sembrerebbero colpire indiscriminatamente interi filari alberati invece di procedere a interventi mirati. Secondo gli esperti e i tecnici delle associazioni, interventi di tale portata avrebbero dovuto basarsi su protocolli scientifici rigorosi, come il Visual Tree Assessment (VTA), capaci di circoscrivere il pericolo reale pianta per pianta, salvaguardando il patrimonio arboreo non compromesso.
A rincarare la dose è Legambiente Sicilia, che solleva pesanti dubbi anche sulla regolarità burocratica dell’intera operazione di disboscamento.
“Siamo fortemente allarmati dal piano di abbattimento massivo degli alberi avviato dal Consorzio per le autostrade siciliane che, per quanto ci risulta, sarebbe stato realizzato in assenza delle necessarie autorizzazioni e perizie tecniche previste dalla legge” – sottolinea Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia – . La sicurezza stradale è un obiettivo imprescindibile, ma non può giustificare interventi che compromettano il patrimonio arboreo senza adeguate valutazioni e garanzie di tutela”.
La palla passa adesso alla Commissione Ambiente dell’Ars, chiamata a fare luce sulla regolarità dei cantieri e a valutare la richiesta di un blocco immediato delle motoseghe, in attesa che vengano depositati tutti gli atti tecnici e i registri autorizzativi richiesti.





