Sicilia – L’Editoriale: l’Isola del caro-carburante: il paradosso siciliano che affonda l’autotrasporto

Salvatore Calà – Direttore Responsabile

Mentre il resto d’Italia osserva con apprensione le oscillazioni dei mercati energetici, la Sicilia si ritrova, nel giro di appena quarantotto ore, a guidare la triste classifica nazionale dei rincari.

Il gasolio nell’Isola non è più solo un costo d’esercizio, ma una vera e propria emergenza sociale ed economica, con picchi che sfiorano i 1,92 euro al litro.

Un balzo record di oltre 11 centesimi che non trova giustificazione nelle sole tensioni internazionali in Iran, ma che affonda le radici in una “tempesta perfetta” tutta siciliana.

Il cuore del problema batte – o meglio, fatica a battere – a Priolo. Il braccio di ferro giudiziario e gestionale presso la raffineria Isab sta creando una distorsione del mercato senza precedenti, trasformando l’impianto che dovrebbe garantire l’autonomia energetica in un moltiplicatore di costi per le imprese locali.

La denuncia di CNA Fita Sicilia è un grido d’allarme che non può restare inascoltato: per una singola azienda di autotrasporto, il rischio è una voragine nei conti che può superare i 15.000 euro.

Non bastano più le promesse o i tavoli tecnici dai tempi biblici. Se il settore dell’autotrasporto merci e persone si ferma, si ferma l’intera economia siciliana.

La proposta di un contributo a fondo perduto del 30% tramite Irfis e Crias per l’acquisto di scorte non è una richiesta di assistenza, ma una misura di sopravvivenza necessaria a compensare un’ingiustizia territoriale.

La Regione ha il dovere di intervenire su Priolo e di sbloccare risorse immediate: la Sicilia non può permettersi di restare a secco di futuro.

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