Castell’Umberto – Il presepe nella Villa Pertini, un pezzo di storia Siciliana

No, non è solo un Presepe è soprattutto un pezzo di storia Siciliana.  Oltre 130 mq di creatività distribuiti sui dislivelli della Villa S. Pertini che hanno ulteriormente valorizzato le scene della Natività.

Ed è proprio in quella rappresentazione tutto il significato delle parole del primo cittadino Veronica Maria Armeli, perché il Presepe altro non è che la fedele rappresentazione miniaturizzata del paese con le sue chiese, le piazze, il palazzo comunale, la storica “funtana da chiazza” dell’antica Castania, la Pietra della Vergogna ancora esistente e dove nel Medioevo venivano espiate le pene. Insomma una “Castell’Umberto in miniatura” con diversi punti in più del Parco di Rimini dati dalla rappresentazione dell’evoluzione storica “Castaniota” o umbertina come dir si voglia.

La storia, le tradizioni, l’identità del paese e la sua evoluzione sono tutte rappresentate nel Presepe realizzato da Sandro Manera. Per questo l’Amministrazione comunale ha ritenuto doveroso riconoscere il merito dell’artista con una targa che certifichi il significato dell’opera realizzata, la valenza della ricostruzione storica e la bravura di Manera a cui, nello specifico, viene riconosciuto il ruolo di artista prima ancora che quello di dipendente del Comune. Questo, in sintesi, quanto ha detto la prima cittadina  Armeli alla consegna, in occasione dell’accensione del prese, del meritato riconoscimento alla creatività. “L’etichetta” poi, di comune accordo, è stata posta davanti a quello che va oltre l’essere un Presepe.

“Mi piace creare dice Manera e cerco la perfezione in quello che faccio. Ogni anno aggiungo un nuovo edificio curato nei minimi particolari, ci studio sopra e cerco di migliorare anche quanto è stato già realizzato, fosse solo nell’allocazione”.

Come non riconoscerlo? Solo a guardare il presepe, vedi scorrere la storia. Ecco che dal Castello, che in ultimo fu dei Principi Sollima, par di vederli le mura dell’antico villaggio medievale, la vita bucolica, i vassalli, i valsassori e i valsassini e ancora le incursioni saracene, il maniero a pianta quadra “diventare” normanno con la caratteristica muratura a sacco come testimoniano i ruderi…Il convento, le chiese, ben 34 a certificare come la stola e il blasone dettavano legge … sulla sfondo il “muggir” dei “Tremuoti”

Si videro i monti fendersi da valle a imo e sgorgar le acque… scriveva Carlo Incudine – Terremoti che, oltre a fare nei secoli scorsi tante vittime, minarono il territorio al punto che, nel 1932, minacciò di scivolare a valle determinando così l’abbandono del centro urbano posto a mezza costa tra la Valle del Fitalia e l’attuale perimetro urbano. No, non è solo un Presepe è soprattutto un pezzo di storia Siciliana.

Enzo Caputo

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