Brolo ha reso omaggio a una delle sue figure più emblematiche, il Maestro Antonino Speziale, attraverso una mostra fotografica che ne ripercorre la vita e la carriera. L’evento, intitolato “Quasi un secolo di ricordi tra parole e immagini”, è stato ospitato presso la Sala Rita Atria ed è nato dall’iniziativa dell’associazione “Semplice…Mente insieme”, presieduta da Marisa Briguglio.
L’idea della mostra affonda le radici in un ricordo personale di Marisa Briguglio: una vecchia pagella del 1980. Tra quelle righe ingiallite, il Maestro Speziale descriveva Marisa come una bambina “tranquilla, rispettosa e con tanta voglia di imparare”. Un giudizio che oggi, a distanza di decenni, si è trasformato in un tributo di profonda gratitudine.

Con grande emozione, Marisa ha ricordato il carisma di Nino Speziale: un educatore capace di leggere le difficoltà negli occhi dei suoi alunni e di rassicurarli con un sorriso, specialmente durante i momenti critici degli esami. “È stato un onore per me celebrare un maestro che ci ha insegnato, prima di tutto, i valori umani e la nobiltà d’animo”, ha dichiarato la promotrice dell’evento, sottolineando come l’insegnamento di Speziale sia stato un faro per la sua crescita personale.
Il percorso espositivo si è articolato in 35 fotografie che raccontano oltre ottant’anni di storia. Non si è trattato solo di una biografia individuale, ma di uno spaccato collettivo della comunità di Brolo e dei Nebrodi. Dalle sofferenze della Seconda Guerra Mondiale – vissuta da Speziale quando aveva solo sette anni – al servizio militare, fino alla lunga e appassionata carriera scolastica.
Tra i cimeli esposti, ha suscitato particolare ammirazione un libro di quarta elementare del 1941, dono del suo allora insegnante Filippo Lo Rico. Un dettaglio commovente che chiude un cerchio perfetto: anni dopo, Speziale ritrovò lo stesso Lo Rico come suo Direttore Didattico a Stromboli, in un passaggio di testimone tra “maestri” che ha segnato la sua vita.

Nino Speziale, classe 1933, ha ricordato con vivacità i suoi anni da “maestro girovago” nelle sedi più disagiate (come Cutò e Capizzi), prima di approdare stabilmente a Brolo. Nonostante gli impegni politici degli anni ’70, quando ricoprì la carica di Sindaco, non rinunciò mai alla sua aula: “La mattina la priorità era la scuola”, ha raccontato, definendo i suoi 41 anni di insegnamento come i più belli della sua vita.
L’evento è stato arricchito dalla lettura di alcuni brani tratti dalla sua prima autobiografia, “Le piene del torrente e della vita”, curata dalla figlia Marinella Speziale e dalle socie di “Ali di Carta“.
La mostra non è stata solo una celebrazione del passato, ma un monito per il futuro. Come ha ricordato il Maestro, guardando alle tristi vicende belliche attuali: “Mi piacerebbe rivivere tutto, tranne quei terribili anni della guerra”.
Un messaggio di pace e di speranza, consegnato alle nuove generazioni con la stessa pazienza con cui, per decenni, ha corretto quaderni e guidato giovani menti.







