Castell’Umberto e San Salvatore di Fitalia – Lavori da eseguire, a rischio il servizio di Guardia Medica

Le guardie mediche del centro umbertino e di San Salvatore di Fitalia, potrebbero essere spostati rispettivamente nei comuni di Naso e Galati Mamertino.

I due sindaci Veronica Maria Armeli e Giuseppe Pizzolante, scrivono che da pochi giorni sono venuti “informalmente” a conoscenza dell’imminente trasferimento del presidio di continuità assistenziale (Guardia Medica ndc) nei loro comuni.

Una situazione che ha creato, ovviamente, preoccupazione nei due centri nebroidei e i due primi cittadini hanno scritto una nota agli organi sanitari di competenza e messo a conoscenza della situazione l’assessore della salute della Regione Siciliana Giovanna Volo e il prefetto di Messina. Il tutto è nato, perché ha seguito dei finanziamenti ottenuti da parte dell’ASP, a valere sulla Missione 6 del Pnrr, per la realizzazione di case di Comunità sui territori comunali di rispettiva pertinenza, è sorta la necessità di procedere alla ristrutturazione degli immobili di proprietà dell’Azienda Sanitaria, All’interno dei quali insistono oggi i presidi di continuità assistenziale. Per entrambe le Case di Comunità, i lavori sono già stati appaltati.

Tale decisione, se vera, sottolineano Armeli e Pizzolante, sarebbe oltre che grave, per il mancato coinvolgimento degli enti territoriali interessati, anche pregiudizievole per tutti i cittadini dei territori comunali coinvolti”. Nella missiva si evidenzia che la conformazione orografica dei comuni coinvolti è molto articolata e difficilmente percorribile, soprattutto nei mesi invernali; nei comuni interessati, infatti, insistono numerose frazioni, tutte densamente popolate; i tempi di percorrenza sarebbero proibitivi, soprattutto nei casi di urgenza sanitaria. Le conseguenze negative sarebbero evidenti, oltre che inevitabili: impossibilità di accesso ai servizi sanitari ed evidente lesione del diritto alla salute, costituzionalmente garantito.

Sentiti telefonicamente, dal nostro giornale, i due primi cittadini, sono concordi nel dire che debba trovarsi una soluzione alternativa che, nella fattispecie, risiederebbe nell’individuazione di immobili, anche di natura privata, insistenti nei comuni interessati, atti a ospitare temporaneamente la dislocazione dei Presidi, così come sta avvenendo in altri Enti locali. La nota si conclude con l’istanza di Veronica Armeli e Giuseppe Pizzolante, per la convocazione urgente di un incontro con gli uffici competenti, anche al fine di organizzare i sopralluoghi negli immobili disponibili, per verificarne l’adeguatezza e, dunque, procedere con gli adempimenti del caso.

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