Ci sono tragedie che superano la capacità umana di comprendere, dolori così densi e ingiusti da togliere il respiro a un’intera comunità. Quello che oggi attraversa le strade e il cuore di Brolo non è semplicemente il racconto di un tragico destino, ma una ferita aperta che sanguina nel profondo dell’anima di ogni cittadino.
La scomparsa di Edoardo Ratto, a soli 18 anni, è un vuoto che si spalanca e lascia un senso di impotenza totale, un urlo silenzioso che si stringe attorno alla mamma Titti, ai familiari e a un’intera generazione di amici che oggi si scopre improvvisamente più fragile.
Oggi, la Chiesa Madre di Brolo accoglierà la salma di “Edo” per l’ultimo straziante saluto. È il giorno del lutto cittadino, proclamato dal sindaco Giuseppe Laccoto, ma è soprattutto il giorno in cui il paese intero si ferma, incapace di trovare parole di fronte a una vita spezzata all’alba dei suoi anni più belli.
A rendere i contorni di questa vicenda ancora più insostenibili è una storia personale che sembra accanirsi con spietata lucidità. Nel 2013, quando era solo un bambino di cinque anni, Edoardo aveva già dovuto fare i conti con l’assenza più grande: quella del papà Gino Roberto, strappato alla vita in un incidente in moto sulla Statale 113. Tredici anni dopo, su quella stessa maledetta striscia d’asfalto, a pochi chilometri di distanza, la storia si è ripetuta, portando via anche il figlio. Due destini uniti da un tragico filo conduttore, che si intrecciano anche con il ricordo ancora caldissimo di Loris Incognito, l’amico diciassettenne perso un anno fa a Ponte Naso.
Mentre la magistratura farà il suo corso per accertare dinamiche e responsabilità, esaminando barriere e asfalto, la verità del cuore ci dice che nessuna perizia potrà restituire il sorriso di Edoardo, la sua energia, i suoi sogni di diciottenne. Rimane la vicinanza, immensa e commossa, a una madre che oggi affronta la prova più dolorosa che la vita possa riservare.
Brolo oggi non sarà solo un paese in lutto: sarà una grande famiglia che piange un figlio proprio, stringendosi in un abbraccio universale per non lasciare nessuno da solo nel buio di questa notte.








