L’Editoriale | Brolo – Il nodo di via Carrubera: tra cemento, verde e futuro del paese

Invece di limitarci a ripercorrere la cronaca dettagliata delle posizioni espresse dai vari attori di questa vicenda, abbiamo deciso di prenderci un momento per riflettere. È fondamentale fare un’analisi più profonda della situazione, delle idee in gioco e del concetto stesso di paese che stiamo costruendo per il futuro.

Quando parliamo dell’area tra via Pirandello e via Carrubera, non stiamo solo discutendo di numeri, varianti urbanistiche o metri quadrati, ma del volto che Brolo vuole darsi nei prossimi decenni. Il tema, riaperto dalla recente deliberazione della Giunta guidata dal sindaco Giuseppe Laccoto, ha riacceso un dibattito acceso e appassionato.

Da un lato, il primo cittadino rivendica la responsabilità amministrativa di un accordo che, oltre a cedere gratuitamente al Comune circa mille metri quadrati di spazio pubblico, mira a risolvere una complessa questione patrimoniale che si trascina da decenni.

Dall’altro, l’opposizione, rappresentata da Maria Vittoria Cipriano, non usa mezzi termini per definire un “miracolo urbanistico” estivo, denunciando la perdita dell’ultimo vero spazio libero nel cuore del paese e chiedendo un’estensione verde della Villa comunale.

Questo confronto riporta inevitabilmente alla mente i fantasmi e i toni del 2019, come ha sottolineato con lucidità l’ex sindaca Irene Ricciardello, richiamando tutti all’importanza della coerenza politica di fronte ai cambiamenti delle maggioranze. Ma la discussione va oltre i confini della politica di palazzo.

L’amarezza garbata dell’ex sindaco Salvo Messina e la visione del dottor Pippo Raffaele evidenziano il bisogno urgente di un “polmone verde” per le generazioni future. Un’esigenza che è stata rilanciata anche sul piano urbanistico e sociale da cittadini come Melo Virecci Fano e, soprattutto, dalle parole del parroco don Enzo Caruso, che vede in quell’area non cementificata un’opportunità unica di “decompressione visiva” tra il centro abitato e la costa.

La questione, quindi, è fondamentalmente una questione di prospettiva. Brolo si trova di fronte a un vero e proprio bivio identitario: da un lato, abbiamo un modello di sviluppo che punta sul completamento residenziale e sulla risoluzione di vecchi contenziosi; dall’altro, c’è il sogno di una città moderna, sostenibile e focalizzata sui luoghi di aggregazione.

Non spetta a noi decidere quale sia la strada giusta da seguire; sarà compito del Consiglio comunale, con le sue prossime decisioni, tracciare il cammino da percorrere.

“Da lettore prima ancora che da direttore, mi auguro una cosa sola: che per Brolo prevalga una visione alta e di prospettiva, capace di anteporre il domani della collettività all’interesse dei singoli.”

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