Sinagra – I funerali di Vincenzo Franchina, non si può perdere la vita a trent’anni!

“Buon giorno amore”. Addio, addio, amore/Io vado via/Amara terra mia/Amara e bella/Fra gli uliveti è nata già la luna/Un bimbo piange…

Buongiorno amore! Le nostre giornate cominciavano sempre così. Io ero quella delle chiacchiere. Tu mi dicevi che non eri bravo con le parole, ma eri bravissimo con tutto il resto. Eravamo sempre d’accordo su tutto già in partenza….). Dicevi sempre a Tommaso: sei il nostro angelo. Oggi noi ti diciamo che il nostro angelo sei tu. Quella maledetta mattina ci hai come sempre salutati e hai raccomandato a Tommaso: fai il bravo, non fare arrabbiare la mamma. É stato bravissimo e lo è stato anche in questi giorni. Tutto mi ricorda te e sono orgogliosa che nostro figlio ti somigli in tutto. Erano tanti i progetti futuri. Oggi ti prometto che metterò tutta ne stessa per portare avanti questi progetti. Un bacio amo da me e du Beddu du papà”.

Parole toccanti quelle di Enza Di Perna moglie di Vincenzo Franchina il tecnico di Sinagra che ha perso la vita, giorni fa assieme ad altre sei persone, nei sotterranei della centrale idroelettrica di Bargi a seguito di un’esplosione.

Una tragedia immane. Vincenzo era li per lavoro e di lavoro – come ha detto alle esegue nell’ottocentesca Chiesa Madre di San Michele Arcangelo il sindaco Nino Musca – non si può morire: “Non si può perdere la vita a trent’anni.” Questo non può passare per un episodio di cronaca qualsiasi…Il Presidente della Repubblica Mattarella ha detto lo scorso anno che le morti sul lavoro feriscono il nostro animo, le famiglie e la società nella loro interezza. Lavorare non è morire. Alla tragedia della morte sul lavoro dobbiamo aggiungere la lontananza dai propri cari e dei propri luoghi. E già la lontananza, tragedia nella tragedia che da troppo tempo smembra il Sud e sembra essere inarrestabile.

Lo sa bene la famiglia di Vincenzo, lo ha sperimentato sulla sua pelle. Il suo messaggio e toccante, a leggerlo è l’avvocato Maria Sinagra. Ecco qualche passaggio:” come si fa a descrivere 35 anni di te in pochi minuti? In poche ore hai fatto piangere tutte le mamme e i papà d’Italia, mogli e fratelli.

Siamo tutti aggrappati a un unico dolore. Perché proprio tu?” Un perché dalle mille risposte perché tante sono le ragioni che da sempre spingono la nostra gente a partire perché questa non è solo una morte sul lavoro e anche la cartina tornasole di un popolo che da decenni e decenni è costretto ad andare.

A ricordarlo, sindaco porte – parole, Federica Fogliani anche lei partita per lavoro. Poi ci sono gli amici Nunzio, Maria, Leone, Dario .. .flash di vita vissuta, ricordi… da oggi Tommaso ha una famiglia in più. A ricordarlo anche i colleghi che “sono parte di una stessa storia”. Per tutti lo stesso desiderio: fare chiarezza.

 Anche la Confconsumatori APS di Messina, ieri era in lutto e con una posizione chiara- “Ci auguriamo che le indagini dell’autorità giudiziaria chiariscano le dinamiche della strage alla centrale idroelettrica, per evitare il ripetersi di momenti tragici come questo che stanno vivendo le famiglie dei morti sul lavoro a Suviana”. … Addio, addio, amore/Io vado via/Amara terra mia/Amara e bella/Fra gli uliveti è nata già la luna/Un bimbo piange…

Enzo Caputo 

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