A Sinagra i “Cigni” non passano (almeno per il momento) sul ponte!

Riceviamo & Pubblichiamo *

ponte-dei-cigniIl ponte dei cigni, almeno per il momento, non sarà ricostruito. La Regione infatti ha ritenuto il progetto non esaminabile perché sarebbe stato presentato in ritardo. Si aggiunge così un altro tassello all’annosa “storia” del Ponte sulla foce del torrente “Immillaro” costruito in legno e caduto qualche anno fa. Il sindaco Gaetano Scarso aveva cercato di ricostruirlo facendo redigere un progetto da 170 mila euro che lo prevedeva in legno e acciaio, appunto per renderlo più duraturo.

La regione lo aveva però ammesso a finanziamento per 140 mila euro rendendo così necessari degli aggiustamenti. A ricostruire, in consiglio comunale, con dovizia di dati e particolari l’intera vicenda del ponte è stata la vice presidente del consiglio Daniela Spanò. Andiamo per gradi. Il 20 maggio 2010 – spiega- l’allora sindaco Gaetano Scarso aveva chiesto al Presidente della Regione siciliana la sussistenza dei fondi di cui all’ex art. 38 dello Statuto della Regione per ricostruire il ponte dei cigni e la riqualificazione dell’area adiacente. Il 22 maggio veniva redatto il progetto esecutivo per l’importo complessivo di 170.000,00 euro dall’Ing. Cappotto affiancato dal collega Guglielmo Carlo Cardaci, per la parte strutturale e dall’arch. Paolo Gaetano Recupero, per quella architettonica. La Regione il 20 dicembre 2012 comunicava, all’attuale sindaco, che il ponte dei cigni era stato ammesso a finanziamento per 140.000,00 fissando il perentorio termine di 120 giorni per la presentazione del progetto esecutivo pena la decadenza del beneficio economico.

IL sindaco, che aveva inserito l’opera nel programma elettorale, l’11 marzo 2013, chiedeva al responsabile dell’area LL.PP. di attenersi, per la nuova progettazione, senza però l’acciaio, alle somme finanziate dalla Presidenza della Regione avvalendosi, tramite nomina, di tecnico esterno, stante le difficoltà rappresentate dallo stesso ad affrontare la nuova progettazione visti i termini fissati.

Il sindaco, inoltra alla regione il progetto esecutivo che porta la data del 22 maggio 2013 e altri allegati, in data 17 giugno 2013.“Stranizza- commenta la “presidentissima” che l’incarico per 11.000,00 oltre IVA e oneri previdenziali, affidato al nuovo progettista, architetto Giuseppe Lo Presti venga conferito il 16 maggio 2013, cioè dopo il decorso dei 120 giorni assegnati perentoriamente dalla regione per il buon esito del progetto”.

La Regione risponde il 24 marzo 2014 e comunica che, a seguito della delibera della Giunta regionale n. 66 del 7/3/2014 , per carenze documentali l’intervento in oggetto, già revocato con delibera della G.R. n. 146 del 22 aprile 2013, è stato ritenuto non esaminabile (in quanto presentato fuori termine) e che pertanto, laddove d’interesse del sindaco, potrà presentare nuova istanza ai sensi della direttiva presidenziale n. 161/2013. Con una nota del 5 maggio 2014 il sindaco, in relazione alla comunicazione regionale del 24 marzo 2014, lamenta che, contrariamente a quanto verbalmente rappresentato in più occasione dagli Uffici di Presidenza, e prende atto della non esaminabilità del progetto per “carenze documentali” e tra l’altro per l’intervenuta revoca e trasmette così un nuovo progetto (dove cambierebbe solo il quadro economico) per 140.000,00 redatto il 22 aprile 2014 e firmato dell’architetto Giuseppe Lo Presti. Mi chiedo chiude Spanò-Perché è passato tanto tempo per la presentazione del progetto esecutivo?

Perché se il finanziamento era stato revocato il 22 aprile 2013 è stato incaricato lo stesso il 16 maggio un nuovo professionista? E poi se la precedente struttura non ha retto molto, perché si è tolta nel nuovo progetto la parte portante in acciaio garanzia di tenuta e durata?

Enzo Caputo

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