BROLO, MOLICA A SALPIETRO: “CHE VERGOGNA, BROLO HA BISOGNO DI UN PACIFICATORE NON DI GUERRE FAMILIARI”

Il prof. Domenico Molica Colella, fondatore del Movimento ‘Cambiamo Brolo dal Basso’, nato per sostenere la candidatura a sindaco di Brolo di Ettore Salpietro, risponde al cognato-candidato che, con un comunicato stampa di inusitata violenza gli rimprovera di averlo fatto oggetto di “pesanti attacchi personali”. “Che vergogna, – commenta il prof. Molica Colella – semmai si tratta di fatti oggettivi e veritieri. L’ingerenza di personaggi ufficialmente estranei alla lista e al Movimento sono le vere e sole cause di quanto accaduto. Che senso ha volersi far credere vittima? Brolo ha bisogno di pacificazione sociale e non di guerre familiari o di lista”

mimmo molicaLo scienziato Ettore Salpietro, candidato sindaco alle elezioni amministrative di Brolo, con un comunicato stampa accusa il proprio cognato, prof. Domenico Molica Colella, per ciò che definisce “ritorsioni e pesanti attacchi personali che mi obbligano ad intervenire”. Salpietro non fa specifico riferimento a fatti (o scritti) ma scrive: “L’estensore degli attacchi personali è mio cognato, Mimmo Molica Colella, che nel corso della campagna elettorale si è reso protagonista di scelte, iniziative e prese di posizione che sono state oggetto di tensione e di legittima critica da parte della mia compagine”.

Al cognato, Salpietro rimprovera il “tentativo di alimentare la tesi della propria ‘estraneità’ al contesto sociale e politico Brolese”. In effetti Ettore Salpietro ha sempre vissuto e vive fuori dall’Italia con la famiglia (in Germania), ha casa per le vacanze a Gioiosa Marea e, com’è negli atti del Comune di Brolo, ha trasferito la sua residenza a Brolo poche settimane addietro, per potersi candidare a sindaco alle amministrative del 25 maggio.

“Tali atti sono pubblici, non si capisce cosa possa esserci di subdolo nella verità” – afferma il prof. Molica Colella.

Ancora, Salpietro all’indirizzo del cognato scrive: “È stato, per me, un fatto naturale trovarmelo al fianco in questa impresa che richiede anche un impegno comunicativo”. Ma non è così. In effetti il prof. Domenico Molica Colella di Gioiosa Marea, è il fondatore del Movimento ‘Cambiamo Brolo dal Basso’, appositamente costituito a Brolo per sostenere la candidatura Salpietro, in mancanza d’altri movimenti di Brolo disposti a sostenerlo e, pertanto, legittimato a partecipare alle riunioni della lista e a condividerne le scelte politiche e organizzative.

“Quanto ad estraneità, c’è forse ‘estraneità’ nell’essere sostenuti da un Movimento fondato da un cognato di Gioiosa Marea? Avrei forse dovuto anch’io trasferire la mia residenza a Brolo fino al 25 maggio?” – si chiede il prof. Molica Colella.

“In effetti, – afferma il prof. Molica Colella – mio cognato Salpietro, una volta risoluto a mettere in piazza i panni sporchi (anziché lavarli in casa) avrebbe dovuto citare le molte lamentele dentro il Movimento e il pianto disperato di Maria Catena Trusso Zirna, esponente del Movimento ‘Cambiamo Brolo dal Basso’ e assessore designato nella lista ‘Per Brolo con Ettore’, e spiegarne le cause. Avrebbe, inoltre, dovuto citare le mie parole: “Ettore, ma tu usi le persone?” Forse è questo che fa male a mio cognato e lo mortifica?”.

Quindi Salpietro, con argomentazioni non rispondenti, a mio avviso, al reale andamento delle cose e dei fatti – cerca di accreditare l’idea che i “pesanti attacchi” (che non spiega) abbiano alla base la gestione dell’ufficio stampa mentre potrebbero avere proprio quell’armonia che Salpietro, probabilmente, non ha saputo creare con me e all’interno del gruppo, come testimoniano episodi di notevole gravità: le proteste di esponenti del Movimento e il pianto disperato di Maria sono solo la punta di un iceberg”.

“Nessun pesante attacco – afferma il prof. Domenico Molica Colella – solo fatti oggettivi e veritieri. L’ingerenza di personaggi ufficialmente estranei alla lista e al Movimento sono le vere e sole cause di quanto accaduto tra noi. Fare il sindaco non deve essere una sfrenata ambizione personale ma l’esito di un reale progetto politico e umano condiviso. Le divergenze che mio cognato Salpietro definisce ‘pesanti attacchi’ sono perciò di natura ‘ambientale’, “Quanto ai ‘rapporti d’amicizia che non rinneghi a convenienza’, – aggiunge il prof. Molica Colella – avresti fatto molto meglio a non rinnegare i rapporti familiari, in nome di sentimenti e valori che valgono molto più dell’ambizione di fare il sindaco di Brolo ad ogni costo.”

“Hai ripetutamente citato Pierre de Coubertin, nei tuoi comizi, per cui tu non andresti mai in battaglia per partecipare ma solo per vincere! Ti chiedo, pure a costo di disgregare la nostra famiglia?” – dice Molica Colella.

“E’ pur vero – afferma il prof. Molica Colella – che nel corso della campagna elettorale ho dato una mano gratuitamente nella gestione dell’ufficio stampa e che ci sono state tensioni per ingerenze da parte di persone esterne sia alla lista che al Movimento, come avrò modo di chiarire in seguito. Si era concordato un piano di comunicazione a costo zero, com’è peraltro nel programma e negli intenti del Movimento ‘Brolo dal Basso’, si è passati ad un piano convenzionale, a pagamento, più o meno uguale a quello delle liste ‘dall’alto’ – afferma Molica Colella.

Se ho reagito senza troppi complimenti nei confronti di Tiz**na (non dico il cognome per l’importante ruolo professionale che riveste), la quale lamentava la mancata pubblicazione di un nostro comunicato da parte di una certa testata online: sai bene che è stato per il fatto che quel giornalista chiedeva una retribuzione per la pubblicazione, come tu stesso hai avuto modo di constatare”.

”Quindi è pretestuoso da parte tua volere dimostrare intransigenza (“l’ho fatto con mio cognato e lo farò con chiunque si illuda, sia amico o parente”), sia perché sono stato io ad allontanarmi e sia perché quella che è mancata da parte del candidato sindaco Salpietro è stata proprio l’intransigenza. E a mio cognato che parla ‘da uomo che si candida alla gestione etica della cosa pubblica’, voglio dire di candidarsi ‘alla gestione etica della cosa privata’. Forse è meglio! Brolo ha bisogno di pace e non di guerre familiari in piazza. Che vergogna!”.

                                                           Domenico Molica Colella

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