BROLO – Una voce giovane, intensa e profondamente matura si appresta a conquistare il pubblico del Salotto d’Argento. Venerdì 7 agosto, a partire dalle ore 18:30, la cittadina tirrenica ospiterà la presentazione ufficiale di “La luce che resta”, l’opera di debutto della giovanissima Rosanna Cusimano.
Appena quattordicenne, orlandina e studentessa del Liceo Classico, Rosanna ha già saputo attirare l’attenzione del panorama letterario, vedendo la sua prima opera inserita nella prestigiosa collana “I Diamanti della Poesia” edita da Aletti Editore.
Nel corso della serata culturale, Rosanna Cusimano condurrà il pubblico all’interno delle sue liriche attraverso un dialogo e un confronto approfondito con il Dott. Carlo Sapone.
L’evento rappresenta una preziosa occasione per valorizzare i giovani talenti del territorio e per riscoprire il valore profondo della parola poietica, capace di parlare con autenticità e freschezza anche alle nuove generazioni.

“La luce che resta”. Oltre l’indifferenza la poesia come resistenza gentile
Cosa sopravvive davvero al passaggio del tempo? Affonda le radici in un interrogativo esistenziale “La luce che resta”, l’opera della giovanissima Rosanna Cusimano, 14 anni, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book. Più che una semplice biografia o una raccolta di pensieri, la silloge si configura come un vero e proprio manifesto di resistenza gentile. In un’epoca caratterizzata da relazioni superficiali e incertezze per il futuro, Rosanna, residente a Capo d’Orlando (Messina) e studentessa del Liceo Classico, compie una scelta coraggiosa: scommettere sulla purezza dei sentimenti. «Ho scelto questo titolo perché non voglio raccontare il buio, voglio raccontare ciò che lo attraversa. Parla di resistenza, di memoria e di trasformazione».
La scrittura, inizialmente nata come un intimo strumento di sfogo personale, si è trasformata in un percorso di profonda autoconsapevolezza: «Scrivere è diventato un modo per condividere, per tendere una mano, per non farmi scappare le emozioni che provavo». Ogni parola impressa sulla pagina diviene mezzo per fare chiarezza dentro di sé e decodificare la realtà. Ad accendere la sua ispirazione sono gli stimoli più profondi: «Una luce che nasce, una ferita che guarisce, un attimo che sembra piccolo ma che diventa immenso». Nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore, parla di «una silloge intensa, attraversata da un’urgenza autentica. Il libro nasce dalla necessità comunicativa di trasformare in idioma tre grandi nuclei pulsionali e civili: la ferita della Terra, il tumulto dell’adolescenza, il bisogno di legami veri».
Nei versi, la natura non è un semplice elemento decorativo, ma una silenziosa guida esistenziale, dove il mare specchia il moto delle emozioni umane, capaci di travolgere o di ritirarsi, mentre gli alberi insegnano la pazienza. In un contesto dominato dalla frenesia e dal rumore di fondo, la poesia diventa l’unico luogo in cui i giovani possono ancora mettersi in ascolto della propria interiorità, che «non salva il mondo ma salva lo sguardo». Il processo creativo parte da un’intuizione improvvisa per poi evolversi, attraverso un rigoroso lavoro stilistico, in una verità universale capace di canalizzare l’impeto emotivo senza farsi travolgere. «In queste pagine – spiega l’autrice – ho raccontato la forza ostinata di una ragazza che non accetta che il mondo sia solo ciò che fa paura.
Scrivere è questo equilibrio fragile: un cuore che brucia e una mano che resta lucida». Il suo esordio poetico vuole essere una spinta al risveglio delle coscienze. Un atto di coraggio contro l’idea che la sensibilità sia debolezza. «Ho scritto perché non voglio che il mondo parli al posto nostro». Per la giovane Cusimano, più che il progresso tecnologico o i mutamenti sociali, la vera minaccia è l’indifferenza, capace di rendere ciechi davanti alla bellezza e sordi di fronte al dolore altrui. La silloge – esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore – lancia un messaggio chiaro: il futuro appartiene a chi sa guardarlo con coraggio ed è proprio dalla fragilità che – l’autrice ne è certa – nascerà qualcosa di straordinario: «Spero di lasciare una luce, che non assomiglia però a una consolazione, ma ad un risveglio».
Il talento di Rosanna è già stato riconosciuto a livello nazionale e internazionale: è arrivata seconda al Premio Internazionale Dantedi, distinguendosi per maturità interpretativa a qualità espressiva. È arrivata altresì seconda al Premio Letterario “Il Federiciano”, dove la sua voce ha colpito per originalità e consapevolezza. Due riconoscimenti importanti che confermano ciò che il libro racconta di sé: siamo davanti ad una giovane autrice che possiede una luce tutta sua e che sa donarla al mondo.
ROSANNA CUSIMANO
Tra il verde profumo dei monti Nebrodi, lo sguardo severo dell’Etna e l’azzurro di un mare che non ha fine si snoda la storia di una vagabonda che ha il ritmo della natura nel sangue.
Non è solo biografia: è un manifesto di resistenza gentile. In un’epoca di connessioni fragili e orizzonti grigi, l’autrice sveglia la vitalità difficile e coraggiosa: la purezza. Dalla freschezza dell’aria incontaminata delle sue terre, porta con sé il segno di un mondo pulito, dove l’amicizia non è un calcolo e l’amore ha il coraggio di essere eterno.
Ma la sua vera rivoluzione è un’altra. Non cerca una pace fatta di silenzi o assenza di guerre, ma una Pace Vera: quella che nasce dal fuoco del vulcano e si placa sulla rugiada dei boschi. Una forza interiore capace di attraversare i conflitti senza spegnersi mai. L’autrice è un’anima in equilibrio tra il sole e la tempesta. Adolescente per cui tre registratori per vocazione, vive con la ferma convinzione che l’altruismo sia l’unica vera bussola per non smarrirsi.
Si definisce una ragazza solare, ma dietro il sorriso nasconde la determinazione di chi non ha paura di lottare per ciò in cui crede: un mondo più pulito, una pace che non sia solo una parola e un amore vero, di quelli rari, capaci di sfidare il tempo. La sua scrittura riflette perfettamente la sua personalità dolce e accogliente nelle poesie sull’amicizia, ma testarda e senza filtri quando denuncia le ferite dell’inquinamento.
Con “La luce che resta” la sua opera d’esordio, ci invita a guardare oltre il buio della cronaca e delle incertezze del domani, dimostrando che la forza di una ragazza che sogna un mondo felice può essere più potente di qualsiasi ombra.










