Il provvedimento cautelativo ha acceso il dibattito politico: l’opposizione contesta le incongruenze tra l’ordinanza sindacale e i messaggi social, chiedendo trasparenza sui tempi e certezza per i bagnanti.
La manutenzione straordinaria presso l’impianto di depurazione consortile, avviata in queste ore, si trasforma in un caso politico tra le sponde del consiglio comunale di Brolo. L’intervento, definito dall’amministrazione guidata dal sindaco Pippo Laccoto come “inderogabile” per garantire la futura efficienza dell’impianto, ha comportato la necessaria interruzione del conferimento dei reflui e, di riflesso, l’emanazione di un’ordinanza di divieto di balneazione per il tratto di costa prospiciente il ristorante “La Cicala” (150 metri a est e 150 metri a ovest).
A sollevare dubbi sulla gestione del provvedimento sono i consiglieri di minoranza, Giuseppe Miraglia e Sara Ceraolo. Attraverso un’interrogazione formale, l’opposizione punta il dito contro una discrasia informativa ritenuta inaccettabile: mentre l’ordinanza dispone il divieto “fino a nuova disposizione” — lasciando dunque aperta la possibilità di un prolungamento — la comunicazione veicolata sui canali social istituzionali limita il perimetro temporale esclusivamente alle giornate del 3 e 4 giugno.

Una discrepanza che, secondo i consiglieri, genera incertezza tra i residenti e i turisti, in un momento dell’anno in cui la stagione balneare entra nel vivo. «Sulla salute pubblica non si scherza», tuonano Miraglia e Ceraolo, pretendendo che l’amministrazione chiarisca senza ambiguità la durata effettiva della limitazione e che renda pubblici, in tempi rapidi, gli esiti dei monitoraggi sulle acque e sull’arenile.
Oltre al merito del divieto, finiscono sotto la lente d’ingrandimento le modalità di avviso alla cittadinanza. La minoranza definisce “insufficiente” il ricorso ad affissioni estemporanee dell’ordinanza sui pali della pubblica illuminazione, lamentando una gestione della comunicazione istituzionale che ricalca le criticità già emerse durante la scorsa estate, quando la segnaletica lungo il litorale era stata oggetto di analoghe contestazioni.
Da parte sua, l’amministrazione Laccoto ribadisce l’eccezionalità e l’urgenza degli interventi, necessari per scongiurare disagi maggiori al sistema di depurazione. Messaggi di tenore analogo sono stati diramati anche dal Comune di Piraino, anch’esso utente del depuratore consortile, a conferma della natura sovra-comunale del cantiere.
Se, da un lato, l’amministrazione promette il massimo impegno per un ripristino cauto e tempestivo, dall’altro il pressing dell’opposizione mira a un obiettivo chiaro: trasformare l’attuale incertezza in un protocollo di comunicazione inequivocabile. La sfida, in questo caso, non è solo tecnica ma di trasparenza, intesa come primo e fondamentale presidio a tutela della cittadinanza.










