Non è stato il classico Consiglio Comunale di routine quello chiamato ad approvare il Rendiconto di Gestione a Tortorici. Dietro ai numeri del documento contabile più importante dell’ente, si è consumato uno scontro politico e istituzionale di prima grandezza.
Al centro della contesa, un vero e proprio “corto circuito” sulla scelta dei Revisori dei Conti che rischia di lasciare strascichi pesanti sulla stabilità finanziaria del Comune. Per capire la gravità della situazione, bisogna guardare la sequenza dei fatti e una clamorosa sovrapposizione di date.
Il 27 aprile scorso, il TAR, con una sentenza esecutiva, ha annullato la nomina del Collegio dei Revisori in carica, ordinando al Comune di reintegrare immediatamente i vecchi componenti. Da quel momento, legalmente, i professionisti decaduti non avrebbero più avuto il potere di firmare alcun atto. Eppure, il successivo 6 maggio, gli stessi revisori cancellati dal giudice hanno siglato il parere tecnico sul Rendiconto, documento senza il quale il Consiglio non può votare il bilancio.
Questa forte “zona grigia” ha spinto il Vice Presidente del Consiglio, Sonia Bevacqua (esponente della stessa maggioranza), a prendere nettamente le distanze dal suo gruppo. In aula, la Bevacqua ha sollevato un forte richiamo alla prudenza: votare un bilancio basandosi sul parere di revisori illegittimi espone l’ente a un “effetto domino”. Se quel parere venisse annullato, crollerebbe automaticamente anche il Rendiconto, bloccando la spesa futura del Comune.
Sulla stessa linea d’onda si è schierata compattamente l’opposizione, ma a dare un peso specifico enorme all’allarme è stato il Segretario Generale. Chiamato in causa come massimo garante della legalità, ha preso la parola in aula confermando la piena fondatezza tecnica e giuridica dei dubbi sollevati dal Vice Presidente. Un avallo che ha gelato la maggioranza, certificando la concretezza del rischio.
Nonostante l’allarme e il parere del Segretario, la maggioranza ha scelto di tirare dritto, approvando l’atto. Il prezzo politico, però, è altissimo. I rumors d’aula descrivono una reazione nervosa dei vertici dell’Amministrazione, con lo scontro spostato sul piano personale: tra le righe del dibattito sono emersi attacchi duri e velati inviti al Vice Presidente a “lasciare la maggioranza”.
La Bevacqua ha formalizzato la propria posizione astenendosi e allegando la dichiarazione al verbale, mettendosi al riparo da future contestazioni della Corte dei Conti.
La maggioranza incassa i numeri, ma la partita legale resta del tutto aperta.







