Fabio Colombo lascia la maggioranza: “Non sarò più complice dell’immobilismo. Capo d’Orlando merita riscatto”

Il consigliere comunale Fabio Colombo ha ufficializzato l’abbandono del gruppo di maggioranza che ha sostenuto fin dall’inizio della legislatura. Una scelta maturata – come lui stesso scrive – dopo anni di lealtà e impegno, ma anche di continue delusioni causate da quello che definisce “l’immobilismo dell’Amministrazione Ingrillì”. “Non posso più sentirmi complice”, scrive Colombo, denunciando una mancanza cronica di programmazione, coesione e attenzione verso proposte concrete che, a suo dire, sono state puntualmente ignorate. Dalla cura del verde pubblico allo sport, dalla viabilità alla cultura, il consigliere elenca le sue battaglie disattese, e rilancia: “Sono stato eletto per trovare soluzioni, non per evidenziare problemi”.

Con un comunicato, il consigliere comunale Fabio Colombo ha annunciato ufficialmente il suo distacco dalla maggioranza che ha sostenuto sin dall’inizio della legislatura. Una decisione maturata “non solo numericamente”, ma soprattutto “in maniera seria e leale”, come lui stesso tiene a sottolineare, dopo un lungo periodo di disagio politico e personale nei confronti dell’Amministrazione guidata dal sindaco Ingrillì.

Non posso più sopportare l’immobilismo dell’amministrazione”, scrive Colombo, spiegando come non abbia mai avanzato rivendicazioni personali, nonostante l’ampio consenso ricevuto dai cittadini. A loro, infatti, dedica un sentito ringraziamento, ribadendo di aver sempre agito nell’unico interesse che lo ha mosso sin dall’inizio: quello degli orlandini.

Il suo messaggio non è un attacco fine a sé stesso, ma un atto di responsabilità politica: “Non voglio più sentirmi complice – scrive – perché in questi mesi, in questi anni lo sono stato, cercando e tentando di portare avanti battaglie di civiltà, umanità, cultura, sport, miglioramento del verde pubblico, smaltimento rifiuti, bellezza paesaggistica e viabilità”. Battaglie che, secondo Colombo, sono state spesso ignorate o solo parzialmente accolte.

La critica si fa più netta nei confronti della Giunta, definita “sorda, sbadata, distratta e miope”, incapace di cogliere soluzioni che, in molti casi, “erano lì a portata di mano”. Colombo rivendica un ruolo propositivo e operativo: “Sono stato eletto per dare soluzioni, non per evidenziare problemi. Mi sono sempre candidato per essere incisivo, per lasciare un’impronta, piccola ma indelebile”.

Un messaggio rivolto anche ai colleghi di maggioranza, ai quali lancia un monito: “Il tempo passa e non aspetta. Io ho aspettato troppo”, sottolineando che, finché ci saranno forza, passione e lucidità, c’è sempre margine per rimediare.

Nel finale, Colombo non chiarisce quale sarà il suo futuro politico, ma promette di rimanere attivo e presente, “in maniera diretta o indiretta”, continuando a lavorare per Capo d’Orlando con coscienza e determinazione. “Posso guardare tutti serenamente senza abbassare mai lo sguardo – conclude – perché la mia Capo d’Orlando merita riscatto”.

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