Castell’Umberto – Oggi l’inaugurazione del Museo dell’olio e dell’identità castanese

  • Oggi pomeriggio, alle 17.00, nel centro nebroideo verrà inaugurato il Museo dell’olio e dell’identità castanese – Laboratori del gusto e del cibo, nella splendida cornice del Vecchio Centro Castania, che resterà aperta fino al prossimo 18 dicembre.

Il Comune di Castell’Umberto, con la partecipazione della Condotta Slow Food Nebrodi, invita tutti i cittadini, le realtà imprenditoriali e associative a partecipare a questa splendida iniziativa, volta a sostenere l’agroalimentare locale attraverso la formazione e l’assistenza della Comunità Slowfood, apre il ciclo delle azioni educative e quelle commerciali per la definizione della qualità del prodotto tipico locale, per la sua trasformazione e per la creazione di un circuito produttivo.

Secondo i principi del “buono, pulito e giusto”, l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Enzo Lionetto, pone la centralità del cibo quale elemento imprescindibile di sviluppo equo e sostenibile, affinché tutti possano trarne piacere, profitto e salute. Durante gli incontri non mancheranno gli spunti di riflessione e i momenti di cordialità per avvicinarsi alle feste Natalizie del 2021.

Il Comune di Castell’Umberto da tempo, come ci spiega anche il consigliere comunale Calogero Prestileo, porta avanti progetti volti a rafforzare l’immagine del territorio e a valorizzare e migliorare la conoscenza delle produzioni di qualità del territorio nonché di quei produttori che esprimono tali eccellenze.

L’interesse crescente verso i prodotti tipici, si legge in una nota, s’intreccia con alcune tendenze del nostro tempo in termini culturali, risponde a due opposte esigenze: quella di protezione (salvaguardia delle specialità) e quella di esplorazione (è un tramite importante per entrare in contatto e conoscere altre culture).

Il “prodotto tipico” intercetta, inoltre, conclude il primo cittadino Lionetto, i bisogni di protezione e di rassicurazione che i prodotti industriali non sembrano in grado di offrire, sia per la crescente distanza degli alimenti dai luoghi di origine, sia per la crescente opacità del cibo, meno vicino alle forme naturali e “adattato” alle diverse esigenze di velocità e di mobilità della società contemporanea.

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