Sicilia – M5s, Ordine giornalisti: “Basta aggressioni, scattano denunce”

L’Ordine nazionale dei giornalisti ha dato mandato all’avvocato Nino Caleca perché si metta a disposizione dei colleghi che intendono perseguire i responsabili delle aggressioni fisiche e verbali avvenute ieri a Palermo durante la manifestazione del Movimento 5 stelle.

giornalisti_uccisi_a Ne dà notizia una nota, in cui si ricorda che “a lungo, l’Ordine si è limitato a diffondere comunicati di protesta, ancor prima della infelice idea delle liste di proscrizione che, già allora, ricordavano momenti rivelatisi tragici per la democrazia nel Paese. Il risultato è che non solo militanti, ma anche esponenti del M5S, hanno ritenuto che quelle fossero le parole d’un momento e, in un crescendo, ora si tenta di intimidire, anche con la violenza fisica, chiunque osi fare cronache non gradite al M5S.

L’Ordine non sottovaluta, e ha apprezzato anzi, la pronta presa di distanze fatta da due deputati regionali, presenti a Palermo, e la successiva dichiarazione congiunta dei gruppi parlamentari del M5S. Ma deve registrare, con rammarico – prosegue la nota – che anche dopo questi interventi, da parte del leader del Movimento sono venute affermazioni pubbliche che non servono a ristabilire un clima civile, ma rischiano di creare una situazione sulla quale poi, è  facile prevederlo, saranno versate lacrime ipocrite. Predicare odio, tentando di mascherarlo con l’ironia, non produce mai risultati positivi per alcuno: eccita gli animi, arma le mani dei meno stabili, non offre alcun contributo al ristabilimento di un clima civile nel Paese”.

“Se da parte di giornalisti – avverte l’Ordine dei giornalisti – ci sono comportamenti ritenuti lesivi dei diritti del Movimento e dei suoi militanti esistono strumenti che consentono di richiamare al rispetto dei doveri deontologici. L’Ordine ha dimostrato di saperlo e volerlo fare, quando è stato diffuso un video che ipotizzava cose non vere a carico di Virginia Raggi e, ancora, quando si innescò una polemica sulle condizioni igieniche di Roma, diffondendo foto di altri momenti e realtà. L’Ordine non si sottrarrà ad esercitare il suo dovere, davanti a casi specifici che verranno segnalati. Ma non può accettare, ricordando quali frutti la predicazione dell’odio ha prodotto in passato, che si continui ad alimentare un clima che non giova ad alcuno. L’avvocato Caleca – continua la nota – ha avuto l’incarico di prendere contatto con le Forze dell’Ordine e con la magistratura perché, con l’ausilio dei filmati e delle registrazioni, vengano identificati tutti i responsabili dell’accaduto e i loro istigatori, nei confronti dei quali verranno avviate azioni legali in sede penale e civile“.

stampa“Esprimiamo vicinanza ai colleghi che in questi giorni, nel corso del raduno nazionale del Movimento Cinque Stelle, hanno subito duri attacchi da esponenti e attivisti. A Palermo abbiamo registrato un clima da rissa con insulti, aggressioni e spintoni ai giornalisti che “pretendevano” di fare il loro lavoro, ponendo delle domande ai rappresentanti più in vista del M5S”. Lo afferma in una nota l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. “Un episodio che ci preoccupa e che ricorda gli ultras degli stadi e lo squadrismo degli anni Settanta. Ci rivolgiamo ai dirigenti del Movimento, che dicono di voler governare l’Italia e intanto sembrano non riuscire a governare la loro piazza: la democrazia, fatto salvo il sacrosanto diritto di critica, che vale anche nei confronti dei giornalisti, impone il rispetto del lavoro altrui, specialmente di chi informa e di chi contribuisce così alla salvaguardia dei principi democratici di questo Paese”.

ufficio-stampaRicorre oggi, 26 settembre 2016, il ventottesimo anniversariodell’omicidio di Mauro Rostagno, uno degli otto giornalisti che in Sicilia hanno dato la vita per l’informazione e la democrazia, 9 se si considera anche Maria Grazia Cutuli, catanese, uccisa dai talebani nel 2001. L’Ordine ricorda Mauro e Maria Grazia assieme a tutti gli altri (nella foto): Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Mario Francese, Pippo Fava e Beppe Alfano.

L’Ordine stigmatizza poi il comportamento di una consigliera comunale del Pd di Siracusa che nel corso di una conferenza stampa ha attaccato due colleghi dal punto di vista personale e professionale.  

Fonte: http://www.odgsicilia.it/
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