“Progetto Sicilia”: ricorso civile per l’annullamento dei mutui sottoscritti dalla Regione Sicilia

On. Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, On. Presidente della Regione, Egr. Assessore dell’Economia, Egr. Ragioniere Generale,con la presente, riportiamo brevemente quanto disposto dalla Suprema Corte con sentenza 188/2015 nella quale si dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 2, commi 1 e 2, e 4 della legge della Regione Piemonte 7 maggio 2013, n. 9 (Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2013-2015).

Pertanto, Invitandovi a valutare gli effetti della Sentenza sulla Legge regionale n. 4 del 9 febbraio 2015; Vi diffidiamo dal porre in essere eventuali ulteriori violazioni di Legge; infine, ad adottare gli opportuni provvedimenti conseguenti dall’esito della sentenza della Suprema Corte.

  1. 188/2015 del 09/06/ Depositata il 24/07/ Presidente: CARTABIA, Redattore: CAROSI

Dispositivo: illegittimità costituzionale parziale. Atti decisi: ordd. 71 e 72/2014

Norme impugnate: Artt. 2, c. 1° e 2°, nella parte relativa alla Unità previsionale di base (UPB) DB05011, capitolo149827R, e 4, in combinato disposto con l’Allegato A della legge della Regione Piemonte 07/05/2013, n. 9; art. 1, in combinato disposto con l’Allegato A nella parte relativa alla medesima UPB DB05011, capitolo 149827R, della legge della Regione Piemonte 06/08/2013, n. 16.

Oggetto: Bilancio e contabilità pubblica – Norme della Regione Piemonte – Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2013-2015 – Autorizzazione dell’assunzione degli impegni di spesa entro il limite degli stanziamenti di competenza dello stato di previsione della spesa per l’anno finanziario 2013 – Aggiornamenti e variazioni allo stato di previsione dell’entrata e della spesa del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2013 – Variazioni al bilancio di previsione per l’anno finanziario 2013.

La sentenza S. 188/2015 della Corte Costituzionale apre un problema rilevante nel bilancio della Regione Siciliana. Sono oltre due miliardi di euro che adesso devono trovare una legittima copertura finanziaria per effetto della sentenza. Un deficit di cui tutti i parlamentari siciliani sono responsabili. Senza troppi giri di parole, i giudici della Suprema Corte hanno censurato i politicanti piemontesi per aver alterato i principi contabili dello Stato, aggravando così il disavanzo dell’ente. Stesso discorso vale per i politicanti siciliani che, sebbene la nostra diffida del 15/12/2014, che si allega, non hanno esitato a votare (28/1/2015) il DDL 875 del 20-11-2014, con il solo voto contrario di Alongi, D’Asero e Fontana.

Fatto: La Regione Piemonte nel 2013 ha ricevuto trasferimenti statali per pagare i debiti pregressi e dare ossigeno alle imprese fornitrici penalizzate dai ritardi della pubblica amministrazione, per lo più in ambito sanitario. Ma, il prestito è stato utilizzato in modo difforme rispetto alle finalità, peggiorando così la situazione delle finanze, già di per sé grave. Di fatto i soldi arrivati da Roma andavano considerati come «anticipazioni di cassa», ossia denaro contante per pagare debiti pregressi.

Invece, la Regione Piemonte ha utilizzato il finanziamento come se fosse un mutuo, aumentando la propria capacità di spesa. Per questo, i giudici costituzionali affermano che la cura finanziaria si è rivelata peggiore della malattia. «Una legge dello Stato nata per porre rimedio agli intollerabili ritardi nei pagamenti – affermano – ha subito, per effetto della non corretta attuazione da parte delle disposizioni regionali, una singolare “conseguenza”, i cui più sorprendenti esiti sono costituiti dalla mancata spendita delle anticipazioni di cassa, dall’allargamento oltre i limiti di legge della spesa di competenza, dall’alterazione del risultato dell’amministrazione, dalla mancata copertura degli esercizi futuri del deficit antecedente alle erogazioni».

Nei prossimi giorni, il nostro movimento politico “Progetto Sicilia” presenterà ricorso civile per chiedere l’annullamento dei mutui sottoscritti dalla Regione Siciliana con la Cassa Depositi e prestiti in quanto le somme ricevute sono state utilizzate in violazione con quanto disposto dalla Corte Costituzionale con Sentenza n° 188/2015 del 09/06/2015, depositata il 24/07/2015.

Avendovi a suo tempo diffidato (pro. 101 del 15/12/2014) di non gravare sulle tasse delle imprese e dei cittadini adottando un provvedimento palesemente incostituzionale, chiederemo ai cittadini (penalizzati dalle maggiori addizionali regionali dell’Irpef) ed alle imprese (dalle maggiori addizionali dell’Irap) di attivarsi per il recupero dei danni subiti dall’aver posto in essere tale provvedimento.

In attesa di un vostro cortese riscontro, Vogliate gradire i più Cordiali Saluti.

Il segretario

Giuseppe Pizzino

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